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Mi Presento

La mia passione per i tessuti inizia quando ero molto piccola, mamma e papà lavoravano con sete colorate, morbide e bellissime al tatto e alla vista. Creavano splendide cravatte e sciarpe che già si vendevano in tutto il mondo a fine anni 70.

Da sempre nomade nel cuore, ho iniziato giovanissima a viaggiare per vendere le cravatte dell’azienda di famiglia a New York e Tokyo; poi all’inizio degli anni 90 ho iniziato la scoperta dell’India e dell’oriente, incuriosita dai racconti dei miei zii hippie. Creo capi che sono il riflesso di questo cammino appassionato, lo specchio delle mie passioni e delle mie curiosità.

Non inseguo la moda mainstream, ma un gusto mio particolare, capi realizzati con tessuti naturali di qualità e ben fatti, capi che durano al di là delle mode e delle stagioni.

Come raccontata da Il Sole 24 Ore, luglio 2024







Il processo creativo e come viene fatta la collezione


La mia base operativa è in un piccolo paese vicino a Como, conosciuto per un uno splendido paesaggio.

Qui ho il mio atelier dove creo la collezione, dove lavoro con disegni e colori. Creo delle proposte che poi porto in India, dove collaboro da anni con un fornitore fidatissimo a Calcutta.

Le mie fonti di inspirazione sono moltissime, il motivo di un tappeto, di un piatto decorato, di una porcellana. Anche elementi trovati in natura, oppure consultando archivi e musei.

Conservo una enorme quantità di nastri, tessuti e toppe che provengono da tutto il mondo.





Abbiamo sarti, ricamatori e stampatori; qui creiamo i prototipi e ne proviamo la vestibilità, i colori, la qualità dei ricami.

Alcuni tessuti vengono dal Nord del paese, alcuni dal sud e così anche i ricami. L’India assomiglia un po' all’italia, ogni regione ha una sua produzione tipica.

Visito il laboratorio ogni due mesi circa per controllare sia la produzione che le campionature ma anche girare il paese alla ricerca di nuove idee.









I nostri artigiani sono tutti uomini e donne adulti, lavorano in ambienti puliti e ben areati e sono ben retribuiti. Godono di ferie e permessi per tornare ai loro villaggi natii.

I capi vengono controllati una prima volta in India e poi spediti in Italia per un secondo controllo qualitativo e spediti ai clienti finali.